Chabana and wagashi

Wagashi

I wagashi sono dei piccoli dolci specifici della cerimonia del tè. Sono cofezionati con farina di riso, talvolta ripieni di marmellata di fagioli soia, azuki, ci sono anche gli higashi, piccole tavolette di zucchero e farina di soia bianchi o colorati.

Tutto nel chanoyù deve trasmettere pace e armonia, quindi anche i wagashi sono sempre in armonia con la stagione, con i suoi colori o simboli, rappresentano fiori di stagione, palle di neve in Inverno, foglie rosse in Autunno oppure rappresentano il segno zodiacale, quindi l’animale dell’anno che va a cominciare, per esempio il gallo (per l’anno 2005). Anche le tazze vanno scelte dalla maestra della cerimonia, con attenzione alla stagione, comeanche il kimono e tutti gli accessori e i fiori, il chabanà.

Chabanà

La famosa arte giapponese di comporre i fiori è l’ikebana, queste fotografie sono, invece,  di chabana, le composizioni che si realizzano esclusivamente per il chanoyù, la cerimonia del tè. Eleganti composizioni di piccole dimensioni, sono ancora più essenziali degli ikebana e devono essere assolutamente in armonia con la stagione e l’ambiente scarno e disadorno della stanza per la cerimonia del tè. Si usano solo fiori giapponesi e della regione in cui ci si trova, non sono necessari fiori pregiati, né in gran numero, ma uno solo accompagnato da un filo d’erba o rametto, per trasmettere freschezza in Estate, rinascita e crescita in Primavera e così via.

La composizione deve essere in armonia con i numerosi accessori che verranno scelti per la cerimonia a cominciare dalla tazza e dal kimono del maestro o maestra, i piattini, la scatola del tè e anche i piccoli dolci che si servono con il tè, i wagashi.

Per decorare la stanza dove si terrà il chanoyù si usa solo il chabanà e una calligrafia o un disegno sulla parete del tokonoma, l’angolo sacro della stanza, vicino a cui siederà l’ospite più importante, non ci sono altre cose alle pareti né sul pavimento, a parte gli strumenti e un piccolo paravento basso per delimitare lo spazio sacro dell’officiante, e solo una luce soffusa.

Le stanze per il chanoyù sono assolutamente in stile tradizionale, e le pareti sono quasi sempre di colore argilla o terra chiaro, e legno naturale, come prescritto dall’antico maestro Sen No Rikyu,  le finestre sempre nascoste dagli shoji, pannelli scorrevoli di carta di riso su un telaio di legno, che smorzano notevolmente la luce diffondendola, creando così un’atmosfera estremamente rarefatta e rilassante per lasciare lo spazio al gusto, all’olfatto, ma anche all’udito, al tatto e la vista, per vivere un’esperienza spirituale davvero unica.

Tutte le fotografie sono state realizzate in Giappone, a Kitakata, prefettura di Fukushima.

Le composizioni di fiori sono state preparate dalla maestra Takizawa Sokaku.