Questo ritratto di Alexis è “antico”, risale al 2000, quando vivevo a Londra. Lei è un’attrice, è molto bella, quindi è facile da fotografare, forse. Io credo di aver colto la sua natura determinata, gentile, la sua intelligenza e grande energia. Certo ci vuole del tempo, non succede in pochi minuti, per quello ci sono delle comodissime e velocissime cabine nelle stazioni, magari misteriose, come nel film Amelie.
Un ritratto, per me, deve essere un’esperienza, del tempo dedicato a sé stessi, a volersi bene e anche a lasciarsi andare, abbandonare le difese e le maschere. Per questo dedico molto tempo a conoscere la persona, non il soggetto.
Io offro un’esperienza non una fotografia.